Il Bendaggio multistrato è un trattamento compressivo ottenuto attraverso l’utilizzo di bende elastiche ed  è uno dei pilastri sui quali poggia la terapia di decongestione complessa (CPT) nel trattamento del linfedema.Per ottenere il massimo dal bendaggio è necessario conoscere le caratteristiche fisiche dell’elastocompressione che sono: estensibilità, elasticità, rigidità e compressione. L’estensibilità è la capacità di allungamento della benda se sottoposta a stiramento, l’elasticità è quella di riprendere la forma originaria dopo l’estensione, la rigidità è la capacità di una benda di opporsi all’espansione del muscolo durante la sua contrazione e la compressione è la pressione esercitata da una benda sui tessuti grazie alle sue caratteristiche di elasticità.

Nel linfedema si effettua un bendaggio multistrato a corta o media estensibilità. Il bendaggio può essere mantenuto in  situ per 24 ore e oltre e “lavora” durante il movimento ( ha  bassa pressione di riposo).La benda a corta estensibilità è caratterizzata da bassa energia di recupero, bassa pressione di riposo elevata pressione di lavoro. La benda a media estensibilità è caratterizzata da media energia di recupero, media pressione di riposo, media pressione di lavoro. E’ altresì necessaria una riproducibilita’ed efficacia del livello di compressione qualità, una graduale decrescenza della pressione  in senso disto-prossimale dell’arto, la durabilita’ dell’azione compressiva, l’assenza di scivolamento delle bende e non ultimo il comfort e accettabilita’ da parte del paziente. Molti sono i fattori che influenzano la pressione esercitata. Nello specifico  è importante sottolineare che la tensione di applicazione è strettamente dipendente dall’esperienza dell’operatore, dalle sue caratteristiche comportamentali( stanchezza, stress, motivazione, forza)  e dalle caratteristiche fisiche dell’arto da trattare ( lunghezza del braccio, dimensioni della mano). Altri fattori che influenzano la pressione esercitata sono il numero di strati del bendaggio.

Ci sono controindicazioni assolute al bendaggio quali l’ insufficienza cardiaca congestizia scompensata,  l’arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori(I.W.< 70mmHg), la poliartrite, la sclerosi progressiva sistemica(sclerodermia), l’atrofia di Sudek. Controindicazioni relative quali l’arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori (I.W.> 70%) l’ipertensione arteriosa, l’aritmia cardiaca e/o stenosi dei vasi cardiaci, la linforrea, la distrofia cutanea, gli arti particolarmente dismorfici. Si sospende l’esecuzione del bendaggio in caso di :infezione locale, linfangite, erisipela, flebite.

Un bendaggio non deve mai essere  doloroso. Se si avverte dolore sia a riposo che in movimento, è bene riconfezionarlo. Quando il dolore compare successivamente spesso la semplice sopraelevazione dell’arto o attivazione  la pompa muscolare attraverso l’esercizio fisico, migliora questo sintomo,  il pallore, la cianosi delle dita e lo stesso dolore, sono segni da considerare con attenzione in corso di pratica di bendaggio nel linfedema

Dottssa Facheris

1 Comment

  • Posted 26 Aprile 2020 14:16 0Likes
    by Valentina

    Molto interessante, la funzione del bendaggio e delle bende che lo compongono è ben spiegato.
    È importante conoscere al meglio questo nuovo modo di vivere per noi pazienti! Grazie per tutto ciò che fate e che farete!

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