COS’E’ IL DIGIUNO INTERMITTENTE?

Il digiuno è una pratica molto antica che si ritrova in diverse culture pensiamo ad esempio al ramadan nella pratica religiosa dei musulmani.

Negli ultimi tempi però si sente parlare sempre più di digiuno in termini terapeutici, sembrerebbe infatti che la restrizione energetica prolunghi la durata della vita, migliori lo stato di salute e ritardi i marker dell’invecchiamento.

Quali tipi di digiuno intermittente esistono?

Con il termine Intermittent Fasting (Digiuno intermittente) in letteratura ci si riferisce a diversi protocolli alimentari caratterizzati da periodi di digiuno o semidigiuno in cui sono previsti piccoli spuntini che si alternano a periodi di alimentazione. In particolare il digiuno intermittente si può suddividere in:

  • Intermittent Calorie Restriction (ICR) o restrizione calorica intermittente in cui il protocollo prevede all’interno di un certo periodo solitamente una settimana, due giorni di digiuno totale o semi-digiuno e altri giorni in cui si può mangiare senza limiti di quantità. Ad esempio un soggetto con un fabbisogno calorico di 2000 Kcal giornaliere seguirà due giorni con un apporto calorico di 500 kcal giornaliere e il resto dei giorni della settimana con un apporto di 2000 kcal giornaliere.
  • Time Restricted Feeding (TRF) o alimentazione in tempo ristretto caratterizzata da protocolli dietetici in cui 24 ore vengono suddivise in fasi di digiuno e periodi ristretti in cui alimentarsi, ci sono quindi delle finestre temporali in cui alimentarsi che solitamente non hanno una durata complessiva di 8-12 ore e periodi che vanno dalle 12 ore fino alle 20-22 ore in cui digiunare.

Ovviamente è indispensabile approcciarsi al digiuno gradualmente in quanto difficilmente dall’oggi al domani si sopporterà senza problemi un periodo di digiuno, soprattutto se si è abituati a mangiare ogni volta che si avverte la fame.

Il digiuno intermittente può essere praticato da tutti?

Di sicuro è un regime alimentare che non può essere seguito da chi soffre di disordini alimentari, in quanto potrebbe peggiorare la situazione, inoltre non è consigliato a bambini, adolescenti, donne che allattano o in gravidanza, a chi ha diverse patologie o assume farmaci, in questi casi sarà il professionista a scegliere la terapia alimentare più appropriata.

Per quale motivo il digiuno può portare benefici?

Riducendo l’apporto di cibo e conseguentemente il grasso corporeo, si ha una riduzione dei livelli circolanti di adipochine con azione infiammatoria e un aumento delle adiponectine con azione anti-aterogena, antiinfiammatoria e insulino stabilizzante.

Regolare lo stato energetico dell’organismo

Da diversi studi inoltre sembrerebbe che il digiuno porti all’attivazione dell’AMPK, complesso enzimatico che regola lo stato energetico dell’organismo.

L’AMPK si occupa non solo del metabolismo glucidico e lipidico, difatti trasporta glucosio all’interno delle cellule promuovendone l’assorbimento e aiuta a scindere i grassi, ma stimola anche la formazione di nuovi mitocondri indispensabili per convertire l’energia ricavata dagli alimenti in forme di energia utilizzabili dalle cellule.

L’AMPK porta all’aumento dell’espressione di una proteina facente parte delle sirtuine che prende il nome di SIRT1.

Effetti antinfiammatori SIRT1

Questa svolge diversi compiti all’interno del nostro organismo: un suo aumento ha effetti antinfiammatori, migliora a livello muscolare la sensibilità all’insulina e promuove l’utilizzo dei grassi a scopo energetico, promuove a livello epatico la beta-ossidazione degli acidi grassi e la produzione di glucosio attraverso la gluconeogenesi e riduce a livello del tessuto adiposo la sintesi dei grassi. Inoltre SIRT1 può migliorare la resistenza cellulare allo stress, che è una difesa ben nota contro il processo di invecchiamento.

digiuno intermittente

Da ulteriori studi sembrerebbe che la restrizione calorica attiverebbe anche un processo chiamato autofagia, meccanismo di degradazione intracellulare di materiale intra-citoplasmatico attraverso cui le cellule possono eliminare componenti cellulari invecchiati o danneggiati.

Digiuno e aspettativa di vita

Dunque il digiuno potenzialmente può essere utile per aumentare l’aspettativa di vita o la qualità di vita in quanto permette una perdita di grasso e di conseguenza dell’infiammazione sistemica, migliora il profilo glicemico e insulinemico, aumenta ormoni anabolici come glucagone, ormone della crescita e cortisolo che mobilitano i grassi. Tutti questi meccanismi portano ad una riduzione dell’insorgenza di malattie metaboliche come diabete o malattie cardiovascolari.

Digiuno intermittente e linfedema

Il digiuno intermittente potrebbe essere un approccio innovativo in chi soffre di linfedema contribuendo alla riduzione del peso soprattutto in soggetti con blocco metabolico, ma può anche rappresentare una strategia chiave per migliorare l’infiammazione dei tessuti in cui si assiste a iperattivazione dei macrofagi con produzione di citochine pro-infiammatorie (TNF, IL-1β, IL-6).

 

Riferimenti bibliografici:

Ophélie Meynet, Jean-Ehrland Ricci “Caloric restriction and cancer: molecular mechanisms and clinical implications” A Cell Press journal 2014;

Kroeger CM. “Improvement in coronary heart disease risk factors during an intermittent fasting/calorie restriction regimen: relationship to adipokine modulations” Nutr Metab 2012;

Zaleska MD, Olszewski W. Serum “Immune Proteins in Limb Lymphedema Reflecting Tissue Processes Caused by Lymph Stasis and Chronic Dermatolymphangioadenitis (Cellulitis)” Lym Res Biol 2017;

 

 

Add Your Comment

Contattaci

Copyright 2020 stateoflymphedema.com

error: Content is protected !!