Riconoscimento linfedema

Katia Maniglia  Responsabile Provinciale ITAL:UIL
il mio lavoro ormai ventennale in qualità di consulente previdenziale e assistenziale mi consente di ascoltare tante storie e tante problematiche di salute, di confrontarmi con il nostro medico convenzionato e aiutare quanti necessitano della nostro intervento.

Il giusto riconoscimento per il linfedema …

Il mio può’ solo essere un piccolo vademecum, utile al riconoscimento di benefici previsti per coloro i quali sono affetti da linfedema. Io vivo il mio lavoro in primis come una missione sociale, ho sempre dato valore prima alle persone e poi ai numeri, in una società che purtroppo ormai dà più importanza ai numeri.
Ho sempre ascoltato chi siede difronte a me ed espone un problema di salute quasi sempre grave e sono la prima a ricordare  che i diritti  vanno richiesti non sono una regalo!!!
Il riconoscimento alla prestazione può anche essere un beneficio economico e non solo una agevolazione di tipo fiscale, che se pur apparentemente poco importante rispetto alla malattia che si sta vivendo è invece di grande importanza se si valuta che il beneficio economico può’ dare un minimo di serenità nell’affrontare le tante spese che purtroppo la malattia impone

Il disagio del linfedema

Il LINFEDEMA, ho scoperto  per esperienza personale, è quasi sempre secondario o come malattia rara in forma primaria, ma forse troppo  spesso viene sottovalutato o forse associato erroneamente solo ad un problema estetico.
La verità però è un’altra.. che questa patologia, ti crea un disagio durante le normali azioni quotidiane, sul lavoro, a casa, ti crea  disagio e dolore  all’arto interessato,  gonfiore, torpore, pesantezza e non sempre ti consente di affrontare la giornata serenamente.

Art 8  della Legge 152 del 2001

Orbene, in considerazione che io sono semplicemente un operatore che svolge attività di consulenza a titolo gratuito come previsto dall’art 8  della Legge 152 del 2001
nell’interesse dei cittadini tutti, sento l’obbligo di comunicare che  l’INPS  nel 2018 ha fornito indicazioni tecnico-scientifiche per la valutazione in ambito previdenziale e assistenziale chiarendo che il LINFEDEMA è una malattia cronica.
La salute è un diritto come recita l’articolo 32 pertanto è un diritto il riconoscimento della patologia.
Nel caso di linfedema le prestazioni da richiedere all’INPS:
Riconoscimento legge 104
riconoscimento invalidità civile
e in alcuni casi riconoscimento assegno pensionistico legge 222/84

Come procedere:

il cittadino affetto da linfedema, può recarsi dal proprio  medico curante il quale emetterà un certificato on line con la specifica richiesta di: RICONOSCIMENTO INVALIDITÀ CIVILE E LEGGE 104, e’ consigliabile fornire al medico di famiglia certificazione medica precedentemente rilasciata da medici specialisti che hanno sviluppato la diagnosi e il percorso di riabilitazione al fine di fornire al medico certificatore,  una anamnesi chiara e dettagliata.

Raccolta dati

E’ consigliabile  specificare inoltre al medico di famiglia le varie difficoltà quotidiane riscontrate a seguito di linfedema al fine di poter emettere un certificato chiaro e dettagliato per la commissione INPS  che valuterà la richiesta.
Una volta ottenuto il certificato medico online rilasciato dal medico di famiglia, per completare la richiesta occorre rivolgersi ad un Istituto di Patronato che provvederà ad inviare l’istanza.

Istanza del patronato

All’istanza andrà allegato il certificato medico, un valido documento di riconoscimento, un recapito telefonico utile alla convocazione da parte dell’Inps, un Iban dove eventualmente accreditare la prestazione richiesta, occorrerà specificare i redditi posseduti e lo stato civile. Una volta inoltrata la domanda, al richiedente verrà rilasciata regolare ricevuta di presentazione e dovrà solo attendere una convocazione da parte della sede Inps per eseguire una visita medica ( si consiglia portare documentazione utile e relativa al Linfedema al fine di dimostrare lo stato iniziale, le terapie, le visite effettuate etc etc.) Una volta effettuata la visita Inps, il richiedente riceverà un verbale dove sarà indicato il riconoscimento della prestazione richiesta ove previsto.

Rifiuto del riconoscimento della patologia

Nel caso in cui non fosse concessa, l’interessato può’ presentare una richiesta di aggravamento o proporre azione giudiziaria entro 180 gg.
Nell’intento di dare le giuste informazioni naturalmente in forma gratuita, resto a disposizione per chiarimenti attraverso email del sito.

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