La   conoscenza attuale dell’anatomia del sistema linfatico si basa in gran parte sui risultati degli studi di Sappey, pubblicati nel 1874 che sono ancora una risorsa eccellente .

Le nuove tecnologie, quali la linfoscintigrafia, consentono però di avere dati che a volte contraddicono le vie di drenaggio linfatico convenzionalmente riconosciute .

La conoscenza della normale anatomia del sistema linfatico è fondamentale per prevedere quali linfonodi possono essere sede di malattia metastatica  e per comprendere i cambiamenti patologici che si verificano nel linfedema

Distribuzione sistema linfatico

Il sistema linfatico è distribuito in tutto il corpo umano, ad eccezione del midollo osseo, della cartilagine e del sistema nervoso centrale (esclusa la dura madre). La rete capillare linfatica si dirama sulla superficie del corpo e riveste anche la superficie interna del tratto gastrointestinale e respiratorio.

Struttura del sistema linfatico

I vasi linfatici si dividono in tre categorie in base alle loro caratteristiche strutturali

  • capillari linfatici
  • precollettori
  • vasi linfatici

I capillari linfatici (tra 20 e 70 µm di diametro) si trovano immediatamente sotto l’epidermide. Non hanno una struttura valvolare. Il capillare linfatico inizia a fondo cieco(come un ditale). Le cellule endoteliali che formano il capillare linfatico si collegano tra loro sovrapposte .

Un filamento di ancoraggio collega la cellula endoteliale con il tessuto circostante. Quando il tessuto aumenta di volume a causa del fluido interstiziale extra (edema), i filamenti di ancoraggio tirano le cellule endoteliali verso l’esterno così che le giunzioni tra le cellule si aprano e fanno entrare il fluido interstiziale.

I pre-collettori del sistema linfatico

I capillari linfatici si collegano ai pre-collettori nello strato più profondo del derma. I precollettori (tra 70 e 150 µm di diametro) hanno una struttura valvolare che regola la direzione del flusso linfatico in modo unidirezionale dagli strati superficiali a quelli profondi.

I pre-collettori convergono all’interno del derma per formare un vaso più grande, escono sotto il derma e corrono verticalmente attraverso il tessuto sottocutaneo. Questi vasi verticali sono chiamati precollettori efferenti.

I pre-collettori si collegano ai vasi collettori linfatici, o collettori, nello strato di grasso sottocutaneo. Questi collettori (tra 150 e 500 µm di diametro) corrono orizzontalmente nel tessuto sottocutaneo e sono più grandi dei capillari linfatici e dei precollettori.

I vasi collettori linfatici

I vasi che raccolgono la linfa hanno una parete a tre strati costituita da cellule endoteliali, cellule muscolari lisce e fibre di collagene con fibroblasti questa parete si contrae ritmicamente per spingere il flusso linfatico. I vasi collettori linfatici sono suddivisi in vasi superficiali e profondi in base alla loro relazione anatomica con la fascia profonda. I linfonodi profondi accompagnano le arterie, mentre i linfonodi superficiali non hanno tale preferenza. I vasi collettori linfatici superficiali sono più numerosi dei vasi collettori linfatici profondi.

Nel sistema linfatico, i vasi che raccolgono la linfa sono più indipendenti delle vene, con meno interconnessioni e ramificazioni ad angoli più stretti. Inoltre, non vi è alcun ponte tra i vasi linfatici superficiali e profondi. Il sistema linfatico ha vasi perforanti, ma non si uniscono ai vasi linfatici superficiali e profondi ,i vasi linfatici sono di dimensioni uniformi tra le regioni distale e prossimale vicino ai linfonodi.

La teoria della barriera linfonodale prevede che ogni vaso linfatico  si connette ad almeno un linfonodo prima di connettersi alla vena. ( il linfonodo è l’organo che intercetta e distrugge organismi patogeni  provocando una risposta immunitaria )

Tipi di linfonodi

I linfonodi regionali sono gruppi di linfonodi che formano bacini linfatici in cui la linfa drena da diverse regioni o organi della pelle

I linfonodi intervallati si trovano negli arti e i vasi linfatici li attraversano sulla strada per i linfonodi regionali

Nei linfonodi regionali, ci sono più vasi linfonodi afferenti che vasi linfonodi efferenti; invece nei linfonodi intervallati, c’è un numero simile di ciascun tipo.

Concetto di linfosoma

Il concetto di linfosoma dovrebbe permettere la comprensione del sistema linfatico, dare un modello per interpretare più accuratamente la linfoscintigrafia ed eventualmente individuare siti donatori linfonodali idonei per il trasferimento linfonodale vascolarizzato.

Ogni vaso collettore linfatico superficiale corre in un percorso rettilineo verso il suo linfonodo corrispondente. Questi vasi a volte divergono e riconvergono, dimostrando le loro interconnessioni; tuttavia, le interconnessioni sono molto inferiori a quelle che si trovano nei vasi sanguigni.

Nessun vaso linfatico collega i vasi collettori linfatici superficiali e profondi. I vasi linfatici superficiali non si sovrappongono, ma sono disposti su un piano.

Queste caratteristiche ci consentono di suddividere la pelle in territori correlati ai loro bacini linfatici.

Si riconosce la individualità anatomica che differisce in alcuni soggetti, ma tendenzialmente si riconoscono i LINFOSOMI come distretti che dividono i nodi regionali in sottogruppi.

Non ci sono vasi linfatici che collegano direttamente i vasi collettori linfatici superficiali e profondi in condizioni normali.

Tuttavia, esiste un altro tipo di vaso linfatico che scorre nel tessuto sottocutaneo e si unisce ai vasi collettori linfatici profondi, ma non forma una connessione tra vasi superficiali e profondi, questi vasi “vasi linfatici perforanti” sono così definiti perchè corrono lungo l’arteria perforante e penetrano verso la fascia profonda.

Il concetto di linfosoma e queste nuove conoscenze sui vasi linfatici perforanti possono essere uno strumento utile per prevedere con precisione la posizione dei linfonodi sentinella in pazienti con cancro della pelle o della mammella e per promuovere la comprensione della fisiopatologia del linfedema.

Bibliografia
Anatomy of the Lymphatic System and the Lymphosome Concept with Reference to Lymphedema
Hiroo Suami, MD, PhD1 and Mario F. Scaglioni, MD2

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