MRosaria

UNA SETTIMANA DI LUGLIO DEL 2021
Ho pensato a quest’esperienza appena trascorsa ed affido allo scritto un ricordo fra
il serio ed il faceto nel timore che sopraggiunga anche la demenza senile, per cui
non ricorderò più ma se qualcuno di buon cuore mi rileggerà quanto scritto mi
piacerà comunque.
Il 10 sera alle ore 20 mentre mi dirigevo verso la stazione di Rogoredo mi chiedevo
ma chi me l’ha fatta fare? Per questa settimana ho passato 15 giorni da incubo
sempre a rincorrere il tempo perduto e spesso sono rimasta sempre indietro al tempo
che correva impietoso. Non era meglio che invece di correre verso sto Pollino (che
poi diciamocelo sto Viggianello chi lo conosce? solo questi del Lymphedema
Village!) me ne stavo tranquilla e me andavo a fare trekking sulle prealpi? Le
conosco tutti e sono ad un’ora da Milano.
Giusto per non porre limiti alla mia sconsideratezza mi dicevo, ma se sono finiti in
questo posto che pure i locali fanno fatica a trovare saranno mai normali? Oddio ora
partirà il pensiero di cos’è la normalità …ci siamo capiti normali nell’eccezione più
comune del termine, già l’assenza di una diagnosi di schizofrenia conclamata,
sarebbe normale!
Ecco i miei pensieri alla partenza.
La domenica mattina arrivo in questo il Boschetto un albergo con velleità di ranch
– villone american style, ma giustamente in Arizona avrebbe stonato ma in
Basilicata tutto sommato ha il suo perché.
Gentilezza subitissimo, mi vogliono ristorare (mi chiedo sono a conoscenza che ad
ore giungerà una nutrizionista?), mi fanno rinfrescare e mi danno le indicazioni per
il primo approccio al Viggianello City. Si sale si sale si sale ………qui il: “ora
spiana” dei bergamaschi non sanno cosa sia.
Si sale e si fanno scale a non finire, ma arrivata al Castello la veduta ripaga di tutto.
Mi arriva il messaggio di Giusy (allora una sconosciuta) che mi avvisa che sono
arrivati e vengono a recuperarmi per andare a pranzo insieme.
Ci troviamo davanti ai Carabinieri di Viggianello (nel corso della settimana ho
scoperto che hanno la Forestale, i Vigili del Fuoco ed altre istituzioni della
Repubblica) Giusy consorte e Mara e ci dirigiamo verso un agriturismo dove, udite
udite, ci sono non uno ma ben due nutrizionisti e l’unica con cui avevo parlato per
l’adesione a questa settimana, la Dott.ssa Lebois.
Ed è iniziata la settimana
Una settimana che è stata una continua scoperta.
Ho scoperto che Alberto Sordi aveva due sorelle che ci hanno fatto godere di uno
sano spirito romano, che qualcuno non respira a dovere, che la dolcezza può lenire
(e forse un po’ coprire) il dolore, che avere come scopo la guarigione assoluta può
portare ad incontri disastrosi, che qualcuno ha disseminato testosterone a gogò, che
i cambiamenti a volte ci schiacciano, che la resistenza passiva può essere un’arte
elegante ed educata, che perseverare nella retta via da risultati incredibili anche se
poi si rischia un po’ di anarchia, che l’amicizia è così forte che sei disposta a
condividere problema e soluzioni. Ho visto momenti di felicità trasformarsi in
improvvise infinite tristezze, ho visto regalare aiuto ed affetto sincero, ho visto fare
rete per capire e supportare, ho visto gusci aprirsi e paletti cadere, ho visto lacrime
che si sono confuse con la pioggia, ho visto ciascuno fiorire e rifiorire.
In versione un po’ meno delirante posso dire che è stata una esperienza incredibile,
sia perché ho visto tanti modi di vivere la malattia sia per le esperienze fatte.
Mi sono accorta che la malattia può schiacciarti (o invaderti con i suoi volumi) e
portarti a fare rinunce continue, ho visto che la malattia diventa un totem che viene
celebrato e nello stesso tempo serve per attirare l’attenzione, può essere ignorata,
può essere combattuta, ma mi sono convinta che deve essere soprattutto accettata!L’accettazione è il primo passo verso un modo di convivenza con il trasbordare della
linfa, una soluzione che permettere di arginare le esagerazioni della linfa e di poter
vivere serenamente il quotidiano e l’eccezionale.
Mi ha aiutato tutto e mi hanno aiutato tutti, ognuno a modo suo ognuno con la sua
condivisione e partecipazione, ognuno con il suo garbato dare o con il sostegno e
con la giusta puntualizzazione.
In questi pensieri volutamente tengo fuori tutta l’equipe medica, non me ne vogliate
ma, davvero, trovo tutto quello che potrei dire molto riduttivo non trovo parole
abbastanza intense ed appropriate per rendere giustizia alla professionalità e
dell’umanità che ho percepito, constatato ed ammirato, vorrei promettere di riuscire
a rendere il giusto onore ad un così nobile impegno.
Sono stata contenta di aver inseguito più o meno infruttuosamente il tempo che
fuggiva per poter condividere con tutti Voi questa bellissima esperienza, ho maturato
la certezza che vi conoscevo da sempre ma non c’era mai stata occasione di
incontrarsi, ora finalmente è successo!
M Rosaria

Alda

………Condivido appieno che è stata una settimana di continue scoperte ma soprattutto di grande umanità. Ringrazio tutta l’equipe medica e la fortuna di averti incontrata al momento giusto……Grazie!!!!

 

 

Loredana

……… Per me è stata una settimana magnifica, sinceramente ero partita un po’ scettica, Elisabetta lo sa, ogni anno mi ha invitato a venire e ho detto sempre no, quest’anno ho voluto dare una chances al mio braccetto e finalmente con ottimi risultati e soprattutto consigli che mi avete dato voi esperti in materia. A prescindere da questo ho conosciuto Doc umani, disponibili, e solo chi ama la sua professione è così. Io fortunatamente quando ho avuto il tumore ho trovato dottori così e forse per questo non ho avuto bisogno del supporto psicologico, a iniziare dal mio medico di famiglia e poi il mio oncologo che è tuttora disponibile anche se sono passati 18 anni. Sicuramente tornerò, spero di averle fatto anch ‘io una buona impressione, mi scuso se mi sono dilungata troppo. Un abbraccio e grazie ancora

Valentina

……… Ho sentito parlare diverse volte del lymphedema village ma tutto rimaneva soltanto un idea, immaginavo il luogo, la gente, le attività, ma non riuscivo a capire la vera bellezza di tutto questo miscuglio di cose.
Quest’anno ho avuto la fortuna di poter “toccare” con mano questi momenti magici, finalmente ho capito cosa significa stare a Viggianello e ad essere circondata da persone con la mia stessa patologia e di condividere con loro le esperienze passate ma anche tanti bei sorrisi, emozioni che solo quel posto riesce a dare!
Consiglio vivamente di provare almeno una volta nella vita quest’altro tipo di vacanza.
Personalmente mi sento arricchita e dopo tanti anni sto cercando di vivere in maniera diversa il mio problema, se prima vedevo tutto nero ora riesco a vedere un po’ di luce!
Non finirò mai di ringraziare i dottori perché è solo grazie a loro che il lymphedema village esiste!

Elisabetta

Credo abbiate espresso in modo completo le sensazioni che si provano prendendo parte al Linfedema Village perchè all’inizio lo scetticismo prevale non sapendo di cosa possa trattarsi con sicurezza.
Mi ritengo molto fortunata perchè sono riuscita a partecipare finora a tutti i Campus e da veterana ho visto diversi gruppi avvicendarsi con alcune conferme ma per lo più gente diversa.
Nonostante ciò la dinamica con cui si sviluppano i giorni è stata simile tutti gli anni.
Riprendendo le parole della Dottoressa Lebois per cui “il gruppo non è solamente la somma dei singoli individui” ho osservato che si crea sempre un valore aggiunto al semplice ‘stare insieme’ per l’empatia che si manifesta, la solidarietà che ne deriva e lo spirito di mettersi in gioco anche di chi normalmente non lo avrebbe.
Mi succede di solito che i giorni prima di partire mi chiedo come andrà con il nuovo gruppo ma poi la ‘magia’ di Viggianello si ripete ogni anno.
Loredana sono molto contenta io di averti avuto come compagna di viaggio.
Grazie di nuovo ai Dottori di aver reso possibile questo

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