Può il Covid far emergere il linfedema?

Si porta esperienza di un paziente ricoverato presso un centro di riabilitazione che ,oltre agli esiti che qui si descrivono, il covid ha fatto emergere il  problema linfatico a lui sconosciuto fino a pochi mesi prima.

 

Paziente di 52 anni diabetico, obeso ed iperteso. Nel marzo del 2020 ricovero presso HPG23 di Bergamo per insufficienza respiratoria acuta da polmonite bilaterale interstiziale COVID, trattato con ventilazione meccanica via endotracheale poi tracheostomia, ECMO e dialisi per insufficienza renale acuta. Il ricovero in terapia intensiva dura 4 mesi e viene poi trasferito presso un centro di riabilitazione per recupero di concomitante sindrome di Guillain-Barrè

La riabilitazione del paziente covid con manifestazioni neurologiche

Effettua riabilitazione motoria per due mesi e viene dimesso in grado di camminare autonomamente con girello walker e tutore gamba-piede bilaterale. Persistono le ipoestesie alle dita delle mani e dei piedi. Durante il ricovero in Terapia Intensiva e quello riabilitativo il paziente perde 35 kg. Prosegue trattamento riabilitativo presso altro centro in regime ambulatoriale.

Linfedema dopo il covid

Dopo tre mesi si ripresenta alla visita fisiatrica per comparsa di linfedema agli arti inferiori e ripetuti episodi di linforrea.  Inoltre ha ripreso i 35 kg di peso e conseguentemente ogni minimo sforzo lo manda in dispnea. Si decide il ricovero presso la struttura riabilitativa per la presa in carico ed il trattamento del linfedema. In anamnesi riferisce che il padre, residente all’estero, soffre di un grave linfedema primario complicato da micosi ed ulcere.

La riabilitazione del paziente post covid

Il paziente effettua così due trattamenti al giorno di linfodrenaggio e bendaggio con cura, tramite medicazione , delle piccole ulcere linfatiche. Vista la complessità del paziente e la sua impossibilità a stare sdraiato, si decide di confezionare bendaggio anelastico solo sulle gambe e non le cosce, bendando anche con bende alla cumarina. Tra un bendaggio e l’altro il paziente deambula con walker, tapis roulant, cyclette.

Dopo tre settimane di ricovero, previo confezionamento di indumento elasto- compressivo si dimette per il proseguimento ambulatoriale ancora per una decina di sedute. L’indumento scelto, visto l’enorme difficoltà del paziente a muoversi ed a vestirsi in autonomia, è tipo wrap.(regolabile con feltri) Purtroppo l’ultimo giorno si reca per una visita neurofisiologica  in ospedale ma, privo di bendaggio o indumento elasto -compressivo, dopo due ore compare una vescica linfatica importante, che verrà curata inizialmente nelle sedute ambulatoriali.

 

 

Questa guarisce ma, a domicilio, si continuano a presentare nuove vescicole solo sulla gamba sinistra che necessitano di medicazioni avanzate presso ambulatorio di vulnologia.

Sicuramente il grande peso del paziente e la sua difficoltà, sia a seguire una dieta sia a muoversi, non sono d’aiuto per il linfedema che ora presenta territori fibrosi molto ampi.

 

Prima del ricovero

 

GAMBA SINISTRA GAMBA DESTRA
Radice coscia

 

84 82
15 cm sup. rotula

 

78 77
Rotula

 

62 60
15 cm inf. Rotula

 

50 49
Malleoli

 

38 36
Collo piede

 

28 28
Base metatarsi

 

27 27

 

Misurazioni il primo giorno di ricovero

 

GAMBA SINISTRA GAMBA DESTRA
Radice coscia 76,6 75,3
15 cm sup. rotula 72 72
rotula 56,8 54,6
15 cm inf. rotula 45,4 46
malleoli 34,6 32
Collo piede 26,4 27
Base metatarsi 26 25,7

Misurazioni alla dimissione

Questo caso attenziona come il Covid-19 abbia manifestazioni molto peculiari in comorbilità quali l’ obesità, e come, in studi anche qui riportati, si faccia conoscere come malattia vascolare multiorgano dando luce alla possibilità di sempre migliori approcci alla cura .

Dottssa Virna Facheris.

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