DIETA CHETOGENICA COME POTENZIALE INTERVENTO PER IL LIPEDEMA

 Il lipedema è stato clinicamente riconosciuto per la prima volta nel 1940 presso la Mayo Clinic negli Stati Uniti ma ad oggi, si sa poco delle sue caratteristiche cliniche, delle cause e delle terapie.

Si tratta di una patologia che colpisce prevalentemente le donne con accumulo sproporzionato e simmetrico di tessuto adiposo a fianchi, glutei, cosce e parte inferiore delle gambe accompagnato da disturbi di edema ortostatico. L’eccessiva espansione del tessuto adiposo nella parte inferiore del corpo può avere influenze genetiche e/o ormonali.

TRATTAMENTO CONVENZIONALE PER IL LIPEDEMA

I pazienti con lipedema con diagnosi errata di obesità seguono diete ipocaloriche che possono portare a blocco metabolico, ostacolando ulteriormente gli sforzi per perdere peso. Gli approcci terapeutici dietetici possono concentrarsi sulla riduzione degli alimenti infiammatori e/o sull’integrazione a base di erbe antinfiammatorie; tuttavia, questa patologia ha dimostrato essere altamente resistente alla dieta convenzionale ed all’esercizio fisico. Diete ipocaloriche e un intenso esercizio fisico progettati per modificare l’equilibrio energetico e indurre la perdita di peso sono stati frustranti ed inefficaci nei pazienti. Inoltre qualsiasi perdita di peso risultante da una dieta convenzionale e da un approccio all’esercizio fisico si verificherà inevitabilmente solo nella parte superiore del corpo, con conseguente aumento dell’asimmetria e ulteriore dismorfismo corporeo.

 

DIAGNOSI DIFFERENZIALE DEL LIPEDEMA

Le caratteristiche del linfedema che lo distinguono dal lipedema sono: l’asimmetria degli arti e l’edema della vaiolatura con un segno di Stemmer positivo, mentre nel lipedema si ha simmetria degli arti ed edema senza vaiolatura con un segno di Stemmer negativo.

Tabella: confronto di caratteristiche importanti per la diagnosi di lipedema, linfedema e obesità.

Caratteristica Lipedema Linfedema Obesità
Genere Quasi esclusivamente femminile Femmina e maschio Femmina e maschio
Insorgenza Menarca, gravidanza, menopausa Primaria: nascita, pubertà, gravidanza, menopausa Secondaria: immediata o ritardata dopo l’incitamento all’evento Fattori genetici o acquisiti
Nessuna età di esordio, può verificarsi in qualsiasi momento nell’arco della vita
Sviluppo Colpisce la parte inferiore del corpo dalla vita in giù bilateralmente, il coinvolgimento è graduale senza coinvolgimento del piede Di solito inizia distale e progredisce verso quella prossimale Colpisce gradualmente l’intero corpo, ma in alcuni casi può essere limitato al tronco
Estensione Dalla cresta iliaca alla caviglia; nessun coinvolgimento del dorso dei piedi Può colpire solo una parte dell’estremità e non è necessario che sia l’area più dipendente Tutto il corpo
Segno di Stemmer Negativo Può essere positivo Negativo
Distribuzione Distribuzione simmetrica del tessuto adiposo dai fianchi e dalle caviglie; distribuzione sproporzionata tra la parte superiore e inferiore del corpo Distribuzione unilaterale o bilaterale; se bilaterale, solitamente asimmetrico Di solito simmetrico
Dolore / ipersensibilità No No
Lividi Sì, comunemente No No
Edema Edema minimo o nullo della parte inferiore delle gambe; vaiolatura visibile solo dopo un’ortostasi prolungata Pitting nelle fasi precedenti; successivamente, fibrosclerosi Nessuna vaiolatura
Ipercheratosi No Sì, nei casi più gravi No
Cellulite No Sì, comunemente No

 

Nota: adattato con il permesso di Dayan et al, 2017.

 

DOLORE NEL LIPEDEMA

Un recente studio sui segni e sui sintomi dei pazienti affetti da lipedema ha rilevato che l’89,7% riporta dolore nella porzione in cui si ha accumulo di tessuto adiposo che può portare a peggioramento della qualità di vita e perdita di mobilità. Il meccanismo alla base del dolore non è chiaro, rendendo difficile il trattamento ed il controllo.  Il dolore associato a lipedema potrebbe essere causato da una maggiore infiammazione e/o compressione dei nervi periferici da accumulo di liquidi e tessuto adiposo.

DIETA CHETOGENICA COME TERAPIA PER IL LIPEDEMA

Le diete chetogeniche sono state utilizzate dagli anni ’20 come terapia efficace per la gestione dell’epilessia. Questo protocollo dietetico limita l’assunzione di carboidrati a meno di 20 gr al giorno. La restrizione di carboidrati si traduce in un’assenza di glucosio come carburante, inducendo la combustione dei grassi a produrre corpi chetonici. Si ritiene generalmente che questo stato si verifichi quando il beta-idrossibutirrato  ematico è superiore a 0,5 mmol / L.

Gli ultimi dieci anni hanno visto un aumento degli studi su un potenziale ruolo terapeutico delle diete chetogeniche per patologie metaboliche come obesità, diabete di tipo 2 o per morbo di Alzheimer o per sclerosi multipla. Sembrerebbe che i processi metabolici della gluconeogenesi e chetogenesi abbino un effetto terapeutico positivo.

L’ormone leptina normalmente segnala la sazietà, ma nell’obesità il cervello diventa insensibile alla leptina. Poiché la dieta chetogenica migliora la sensibilità del cervello alla leptina, la sazietà aumenta, il che potrebbe essere utile per i pazienti con obesità e lipedema.

Da studi effettuati nl 2016 da L. Keith, A. Seo, C. Rowsemitt, M. Pfeffer, M. Staggs, J. Dudek e M. Carmody  su individui con lipedema desiderosi di adottare una dieta chetogenica per vedere se i loro sintomi miglioravano si sono ottenuti risultati incoraggianti su riduzione del peso, riduzione del dolore e miglioramento della qualità di vita.

RIDUZIONE DEL PESO NELL’ ECCESSIVA DEPOSIZIONE DI TESSUTO ADIPOSO

La dieta chetogenica è efficace per la perdita di peso principalmente per la sua capacità di diminuire l’insulina e per la maggiore sazietà dovuta ad un elevato apporto di grassi.

Le dimensioni degli adipociti, i livelli plasmatici di insulina e i livelli di leptina diminuiscono con la chetogenica. Poiché livelli di insulina più elevati promuovono la lipogenesi e l’ipertrofia degli adipociti, una dieta a basso contenuto di carboidrati si traduce in una glicemia e insulina più basse e più stabili. Questi effetti sono importanti per il trattamento del lipedema. I cambiamenti metabolici indotti dalla chetosi nutrizionale possano avere implicazioni di vasta portata per la gestione della drammatica proliferazione degli adipociti e della risposta iperinfiammatoria che si ha in chi ha lipedema in tre modi distinti: (1) riducendo l’adiposità complessiva attraverso la lipolisi guidata dalla domanda di energia, ( 2) spingendo l’insulina a un livello sufficientemente basso da consentire la lipolisi degli adipociti e contemporaneamente sopprimendo l’appetito attraverso un afflusso di glucagone, e (3) prevenendo qualsiasi ulteriore progressione della malattia, precedentemente considerata impossibile.

 

RIDUZIONE DEL DOLORE NEL LIPEDEMA

I ricercatori hanno suggerito che gli effetti della chetosi terapeutica indotta da una dieta chetogenica possono ridurre il dolore e supportare la gestione del dolore cronico. Diversi studi sugli animali hanno mostrato una riduzione della sensibilità al dolore termico, al dolore meccanico e/o alla neuropatia dopo diverse settimane di terapia dietetica chetogenica. Masino e Ruskin ipotizzano che la restrizione di carboidrati diminuisca l’eccitabilità dei neuroni, che possono sopprimere la percezione del dolore, bloccare la glicolisi, ridurre l’infiammazione e aumentare i livelli di adenosina, un analgesico naturale.

 

RIDUZIONE DELL’EDEMA NEL LIPEDEMA

La restrizione di carboidrati abbinata al consumo di grassi in una dieta chetogenica possono ridurre il contenuto di acqua in eccesso presente nei tessuti. Uno studio pilota su 12 adulti con obesità e linfedema che seguivano una dieta chetogenica ha evidenziato una maggiore riduzione del volume degli arti linfedematosi.

 

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA E DELL’ASPETTO PSICOLOGICO

Ricerche recenti dimostrano che la gravità dei sintomi di chi vive con il lipedema può essere un importante predittore della qualità di vita. Poiché la dieta chetogenica ben formulata ha dimostrato essere efficace nel ridurre il peso ed il dolore, anche la gravità di altri sintomi associati a lipedema può essere influenzata. Inoltre, la riduzione del peso e delle dimensioni, in particolare nelle aree del corpo più colpite, riduce il disagio e la depressione legati all’aspetto estetico.

Al contrario, le diete ad alto contenuto di carboidrati (superiori al 45% delle calorie) hanno dimostrato essere associate a una maggiore incidenza di disturbi depressivi, ansia in diversi ampi studi di coorte epidemiologici. Sebbene questi risultati non siano specifici per i pazienti con lipedema, l’interazione malsana tra disturbi alimentari, voglie di carboidrati e disregolazione dell’umore osservata nella popolazione generale così come nei pazienti con lipedema, può essere interrotta con successo dalla restrizione di carboidrati che si ha nelle diete cheto.

Anche al di fuori dei pazienti con lipedema, la ricerca sia sugli animali che sull’uomo ha dimostrato che l’adozione di una dieta chetogenica migliora l’umore, l’attenzione e le interazioni sociali e riduce anche la depressione attraverso possibili meccanismi sottostanti che influenzano la funzione cerebrale. Questi meccanismi possono includere cambiamenti indotti dalla dieta nel consumo di energia o nell’uso di neurotrasmettitori (trasmissione GABAergica / glutammatergica e modulazione delle monoamine) e alterando i mediatori biologici presenti nei disturbi dell’umore che possono quindi ridurre la depressione.

 

DIMINUZIONE DELL’INFIAMMAZIONE NEL LIPEDEMA

I corpi chetonici svolgono un ruolo chiave nel modulare l’infiammazione e nel ridurre lo stress ossidativo. In particolare il beta idrossibutirrato interrompe l’attivazione dell’inflammasoma NLRP3,  complesso multiproteico citoplasmatico che promuove l’infiammazione attraverso l’attivazione della caspasi-1, enzima appartenente a una famiglia di proteasi che partecipano alle reazioni che iniziano e portano a compimento la risposta di morte cellulare programmata e la conseguente attivazione di citochine pro-infiammatorie IL-1β e IL-18.

L’adozione quindi di una dieta chetogenica in pazienti con lipedema potrebbe avere un impatto positivo sul decorso clinico della loro malattia. Studi scientifici futuri e la raccolta di prove sull’uso della dieta chetogenica in pazienti con lipedema può generare ulteriori chiarimenti in modo che gli impatti di questa dieta siano meglio compresi.

 

 

Bibliografia

Ketogenic diet as a potential intervention for lipedema

L.Keith, C.A.Seo, C.Rowsemitt

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