TUMORE AL SENO E PREVENZIONE

Il cancro al seno è il secondo tumore più comune al mondo ed è il tumore più comune nelle donne (22,9% dei tumori femminili), con oltre 2 milioni di nuovi casi diagnosticati nel 2018.

Secondo l’American Cancer Society, il tasso di sopravvivenza a cinque anni è migliorato dal 63% nel 1960 al 90% attualmente, grazie alla diagnosi precoce con lo screening mammografico e al miglioramento della chirurgia e del trattamento adiuvante. In effetti, nel 2018, i tassi di mortalità per tumore al seno sono rapidamente diminuiti al 6,6%.

Tuttavia, i sopravvissuti corrono un rischio maggiore di recidiva, anche 20 anni dopo la diagnosi iniziale; inoltre, mostrano un aumento del rischio di aumentare di peso e sviluppare altre comorbidità, come malattie cardiovascolari o disordini metabolici.

FATTORI CHE PREDISPONGONO AL TUMORE AL SENO

Per l’insorgenza del tumore al seno sono stati identificati sia fattori non modificabili come età avanzata (> 65 anni), predisposizione genetica (comprese mutazioni del DNA e storia familiare per cancro al seno), menarca precoce (<12 anni), menopausa tardiva (> 55 anni) , età alla prima gravidanza oltre i 30 anni, infertilità, uso di contraccettivi e trattamenti ormonali dopo la menopausa .

Inoltre anche fattori modificabili come scelte alimentari errate, sovrappeso o obesità; in particolare, l’obesità è associata a una sopravvivenza globale più scarsa e ad un aumento della mortalità nelle donne in post-menopausa con tumore al seno.

PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO E SANA ALIMENTAZIONE

Diversi studi hanno evidenziato che l’adozione di un modello alimentare sano, basato su un elevato consumo di frutta, verdura, cereali integrali e pesce, e basso consumo di carne rossa, cibi raffinati, dolci e latticini ad alto contenuto di grassi, potrebbero migliorare la prognosi generale e la sopravvivenza delle donne con diagnosi di tumore al seno in stadio iniziale (stadio I, stadio II o stadio IIIA).

Un numero crescente di prove sostengono fortemente che anche l’attività fisica è associata a una maggiore possibilità di sopravvivenza.

QUALI CIBI RISCHIOSI PER IL TUMORE ?

Sulla base di studi epidemiologici si evince che alcuni alimenti come zuccheri, grassi saturi, carni rosse e processate sono considerati potenziali fattori di rischio per il tumore al seno poiché aumentano i livelli circolanti di estrogeni endogeni, fattori di crescita insulino-simile (IGF-1) e citochine pro-infiammatorie.

In particolare le carni rosse e quelle processate vengono imputate come fattori di rischio per il tumore al seno a causa del loro contenuto di ferro eme, di mutageni creati durante la cottura ad alta temperatura come ammine eterocicliche, e per un’elevata somministrazione di estrogeni ai bovini.

STUDI SUGLI EFFETTI DEI LATTICINI

Sui latticini ci sono invece pareri controversi in quanto i latti addizionati di calcio e vitamina D sono moderatamente correlati a un minor rischio di tumore al seno, in particolare nelle donne in pre-menopausa. Tuttavia, i prodotti lattiero-caseari contengono anche acidi grassi saturi, fattore di crescita insulino-simile che ha dimostrato promuovere la crescita del tumore al seno e vari contaminanti, come i pesticidi potenzialmente cancerogeni, che potrebbero aumentare l’incidenza di tumore al seno.

LATTICINI AD ALTO CONTENUTO DI GRASSI

In effetti, il consumo di latticini ad alto contenuto di grassi può comportare una maggiore assunzione di grassi nella dieta.  Al contrario, i latticini a basso contenuto di grassi perdono la maggior parte dei loro acidi grassi saturi pur trattenendo gli acidi grassi insaturi per i quali non è stata dimostrata alcuna associazione significativa con il rischio di cancro al seno.

EFFETTI DELL’ALCOL

Il consumo di alcol è la variabile maggiormente associata all’insorgenza di tumore al seno. Esistono prove evidenti che l’assunzione di alcol, indipendentemente dal tipo di bevanda alcolica consumata (birra, vino o liquori) è associato ad un aumento del rischio di sviluppare il cancro al seno

Sembrerebbe che per ogni 10 gr di etanolo consumato al giorno, c’è un aumento del 5-9% del rischio di sviluppare il tumore al seno.

EFFETTI  ETANOLO

È stato anche dimostrato che l’etanolo aumenta le concentrazioni di estrogeni attraverso diversi meccanismi: aumento dell’attività dell’aromatasi, inibizione degli enzimi coinvolti nella degradazione degli estrogeni, diminuzione della secrezione di melatonina, che inibisce la produzione di estrogeni e aumento della stress ossidativo epatico che porta all’inibizione del metabolismo degli steroidi.

Di conseguenza, gli estrogeni possono esercitare il loro effetto cancerogeno sul tessuto mammario. In chi fa uso di alcool si osserva anche una carenza di folati che sono fondamentali per la sintesi e la riparazione del DNA.

ALIMENTI A BASE DI SOIA E TUMORE

La relazione tra alimenti a base di soia e tumore al seno, così come per i latticini, è abbastanza controversa. Sembrerebbe infatti che la soia imiti l’azione degli estrogeni e stimoli la proliferazione cellulare nelle pazienti affette da tumore al seno sensibile agli estrogeni.

Tuttavia, i costituenti della soia possono possedere proprietà anti-cancerogene e antiossidanti, nonché la capacità di indurre l’apoptosi e inibire l’angiogenesi. Inoltre, tre meta-analisi hanno mostrato che il consumo di isoflavoni di soia è inversamente associato all’incidenza di tumore al seno.

EFFETTO PROTETTIVO DELLA SOIA

Questo effetto protettivo è stato osservato solo tra le popolazioni asiatiche, in particolare nelle donne in post-menopausa, mentre non è stata trovata alcuna associazione nelle popolazioni occidentali.

Questo risultato potrebbe essere dovuto al consumo sostanzialmente più elevato di cibo a base di soia nelle donne asiatiche (45,9 mg di isoflavoni / giorno) rispetto alle donne occidentali (3,2 mg di isoflavoni / giorno).

COSA CONSUMARE?

Le fibre, gli acidi grassi polinsaturi ω-3 (PUFA), le vitamine C ed E, frutta e verdura possono avere un ruolo protettivo riducendo lo stress ossidativo e abbassando l’infiammazione cronica.

I polifenoli che si ritrovano nella frutta sono in grado di inibire l’attività enzimatica della lipossigenasi (LOX) e della cicloossigenasi (COX), nonché l’attività del fattore di trascrizione NF-κB; queste proteine ​​possono essere sovraespresse nelle cellule tumorali e, inoltre, sono importanti per regolare l’espressione di citochine infiammatorie, come il fattore di necrosi tumorale α e IL-1.

E’ stato anche scoperto che alcuni polifenoli antagonizzano la segnalazione degli estrogeni, inibendo l’aromatasi, responsabile della sintesi degli estrogeni.

La fibra invece può prevenire la carcinogenesi legando gli estrogeni e riducendo i loro livelli sierici o migliorando la sensibilità all’insulina e riducendo l’aumento di peso.

COSA SAPPIAMO SUL TE’ VERDE?

Il tè verde ottenuto dalle foglie cotte al vapore ed essiccate di Camellia sinensis, un arbusto sempreverde originario dell’Asia orientale, del subcontinente indiano e del sud-est asiatico, contiene catechine, un ampio gruppo di flavonoidi, composti polifenolici con proprietà antiossidanti.

L’epigallocatechina gallato, la principale catechina rappresentativa, mostra forti effetti chemiopreventivi e chemioterapici contro il tumore al seno. Infatti, studi sperimentali suggeriscono un effetto sinergico dell’epigallocatechina gallato con le terapie antitumorali convenzionali, nonché un miglioramento degli effetti collaterali correlati grazie alle sue attività antinfiammatorie e antiossidanti.

STUDI IN VITRO SUL  TE’

Studi in vitro e su animali hanno dimostrato che questa catechina ha attività antiproliferative e pro-apoptotiche nelle cellule tumorali, attraverso l’inibizione di molteplici vie di segnalazione, inclusa la sovraespressione di COX-2 e l’attivazione di NF-κB-, MAPK-, IGF-1.

Le pazienti con diagnosi di tumore al seno dovrebbero essere incoraggiate a migliorare il loro stile di vita e le abitudini alimentari prima, durante e dopo il trattamento, al fine di avere una migliore sopravvivenza a lungo termine e una migliore qualità di vita.

 

Riferimenti bibliografici

Paola De Cicco, Maria Valeria Catani, Valeria Gasperi, Matteo Sibilano, Maria Quaglietta and Isabella Savin “Nutrition and Breast Cancer: A Literature Review on Prevention, Treatment and Recurrence” Nutrients. 2019 Jul;

Cancer Statistics Center. (accessed on 27 September 2018)

Fung T.T., Chiuve S.E., Willett W.C., Hankinson S.E., Hu F.B., Holmes M.D. “Intake of specific fruits and vegetables in relation to risk of estrogen receptor-negative breast cancer among post-menopausal women” Breast Cancer Res. Treat. 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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