In questo ultimo periodo ci troviamo a fronteggiare un nemico invisibile dal nome Covid-19 o SARS-CoV-2 di cui si conosce davvero poco, i pazienti affetti da linfedema si domandano se sono più a rischio.

Sin dall’inizio si è visto che questo virus non colpisce tutta la popolazione in egual misura.  Tra i diversi fattori di rischio dopo l’età, si ritrova l’obesità che sembrerebbe influire negativamente sulla prognosi dei pazienti affetti da Covid-19. “L’Obesity Research Journal” pochi giorni fa ha pubblicato uno studio condotto su 124 pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva tra il 25 febbraio e il 5 aprile scorsi nell’Ospedale Universitario di Lille in Francia. Dallo studio si è visto che un elevato BMI si associa ad un alto rischio di sviluppare forme gravi di insufficienza respiratoria da Covid-19 che richiedono ventilazione meccanica.

In particolare il 47,6% dei pazienti Covid presentavano un BMI > 30 kg/m2 (obesità lieve) ed il 28,2% invece un BMI > 35 kg/m2 (obesità moderata).

 

Ma in che modo l’obesità può essere correlata al Covid-19?

Il paziente con obesità presenta un quadro infiammatorio cronico che si associa all’insorgenza di altre patologie metaboliche come insulino-resistenza, diabete, dislipidemia, patologie cardiovascolari che incidono negativamente sul paziente. Inoltre un eccesso ponderale si associa ad un indebolimento delle difese immunitarie. Infine non bisogna dimenticare che il paziente obeso soffre spesso di patologie respiratorie come asma, broncopatia cronica ostruttiva…

Ma oltre all’obesità tra le caratteristiche cliniche dei pazienti critici COVID-19 si evidenzia la malnutrizione proteica. Uno studio trasversale condotto presso l’ospedale di Tongji a Wuhan e pubblicato sull’ “European Journal of Clinical Nutrition” il 22 Aprile 2020 ha messo in luce che di 182 pazienti, il 52,7% presentava malnutrizione, con conseguente riduzione della forza muscolare e indebolimento del sistema immunitario e il 27,5% era a rischio di malnutrizione.  In seguito all’infezione da coronavirus alcuni pazienti producono una quantità di citochine infiammatorie la cui sintesi richiede consumo di albumina e proteine muscolari che peggiora il quadro di malnutrizione soprattutto nei pazienti anziani.Sarebbe opportuno quindi che soprattutto le persone più a rischio di presentare forme gravi di malattia rispettino tutte le linee guida anti-contagio diffuse dal Ministero della Salute.

Inoltre una buona regola di vita da seguire in particolare in questo periodo, per far sì che le difese immunitarie lavorino al meglio è seguire una corretta ed equilibrata nutrizione bilanciando al meglio macronutrienti e micronutrienti e dedicare un po’ del nostro tempo ad una regolare attività fisica.

Dottssa Marianna Grasso

 

 

“Prevalence of malnutrition and analysis of related factors in elderly patients with COVID-19 in Wuhan, China”

Tao Li, Yalan Zhang, Cheng Gong, Jing Wang, Bao Liu, Li Shi, and Jun Duan Eur J Clin Nutr. 2020 Apr 22

“High prevalence of obesity in severe acute respiratory syndrome coronavirus‐2 (SARS‐CoV‐2) requiring invasive mechanical ventilation”

Arthur Simonnet  Mikael Chetboun  Julien Poissy  Violeta Raverdy  Jerome Noulette  Alain Duhamel  Julien Labreuche  Daniel Mathieu  Francois Pattou  Merce Jourdain Obesity Research Journal 09 April 2020

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