pressoterapia sequenziale

La pressoterapia sequenziale

 

 

Pressoterapia

 

Tra le varie terapie fisiche che si possono usare nella cura del Linfedema esiste anche la Pressoterapia o meglio Terapia pneumatica intermittente.

Indicazioni

Le argomentazioni che svilupperemo riguardano l’utilizzo di tale tecnica per la cura del linfedema, non parleremo del suo utilizzo per quanto concerne le patologie venose oppure le sue eventuali applicazioni non strettamente sanitarie.

Le apparecchiature che si applicano alle gambe o alle braccia sono formate da camere d’aria che gonfiandosi tramite un compressore determinano un aumento della pressione idrostatica interstiziale nel segmento di arto dove sono state applicate, tale aumento pressorio causa lo spostamento di liquidi all’interno dei capillari linfatici favorendo il riassorbimento della linfa.

Pressoterapia,monoterapia?

La pressoterapia nel linfedema non và mai usata in monoterapia, cioè come unica terapia, ma va sempre inserita in un protocollo riabilitativo che non può prescindere  dall’utilizzo del Drenaggio linfatico manuale, dal bendaggio linfologico e dall’uso del tutore elastico.

Quando utilizziamo la pressoterapia dobbiamo utilizzare macchine di ultima generazione, cioè formata da sacche multiple indipendenti, in parte sovrapposte, che si gonfiano singolarmente con delle sequenze di gonfiaggio ben precise che determinano uno spostamento dei liquidi dalla periferia al centro, con la possibilità di regolare la pressione applicata, simulando un Drenaggio linfatico manuale.

Il corretto utilizzo della pressoterapia

prevede un seduta preliminare di Drenaggio linfatico manuale, oppure almeno l’apertura delle stazioni linfonodali interessate; dopo avremo l’applicazione dei gambali o dei bracciali, impostando delle pressioni di lavoro intorno ai 30-40 mmHg., pressioni più alte oltre i 90-100 mmHg. possono essere dannose per il sistema linfatico, arterioso e muscolare; la durata ottimale della seduta è di circa 60 minuti.

Il numero e la frequenza delle sedute va decisa sempre dal medico in relazione alle condizioni cliniche del paziente con linfedema ed in relazione alle altre terapie fisiche e farmacologiche consensuali.

L’indicazione a l’utilizzo della pressoterapia nel linfedema

deve sempre essere posta dopo attenta valutazione medica. Esistono inoltre delle vere e propie controindicazioni all’utilizzo della pressoterapia che vanno ben valutate; ipertensione arteriosa non compensata, insufficienze cardiache, respiratorie, renali, ma anche trombosi venose, arteriopatie periferiche, erisipela, linfangiti, patologie oncologiche, patologie cutanee, sono patologie spesso non compatibili con l’utilizzo della pressoterapia.

Concludendo possiamo ribadire che l’utilizzo della pressoterapia per curare il linfedema può essere utile ma a patto che venga fatta prima una adeguata valutazione medica e che non venga mai usata al di fuori di un completo percorso terapeutico di terapia fisica decongestiva complessa come unica terapia.

Dott. Leone A. ( Specialista Angiologo)

Approfondimenti

 

 

Riferimenti bibliografici:

–          Linee guida ministeriali sul linfedema e patologie correlate, 2016.

–          Pressoterapia: Consensus Conference, Ospedali riuniti Ancona 2008.

–          Atti V° Congresso Nazionale ITALF, Napoli 2019.

 

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