Cos’è la bioimpedenziometria?

Cerchiamo di capire se questo strumento possa essere un approccio alla determinazione della presenza di linfa nel sottocute, dato estremamente importante per verificare i risultati dei trattamenti sul linfedema e anche nella fase diagnostica al fine di determinare il tipo di edema .

misurazione non invasiva

E’ una tecnica relativamente recente di misurazione non invasiva, rapida, indolore, affidabile e ripetibile che fornisce dati quantitativi e qualitativi riguardo la composizione corporea, l’idratazione e lo stato nutrizionale. La sua validità dipende dalle pubblicazioni scientifiche che ci permettono di leggere i dati e capirne il significato.

Come si esegue l’esame?

Il soggetto viene messo in posizione supina su una superficie non conduttiva, lo strumento bioimpedenziometrico eroga una corrente alternata ad una frequenza di 50 Hz, innocua per i tessuti, che attraversa il corpo per via transcutanea mediante due elettrodi di superficie detti iniettori. Una seconda coppia di elettrodi detti sensori registrano la resistenza del corpo al passaggio della corrente. Tale ostacolo al passaggio della corrente è definito impedenza, scindibile in due componenti elettriche misurabili dette resistenza e reattanza.

Fisiologia della bioimpedenziometria

La resistenza risulta essere direttamente proporzionale alla quantità di tessuto adiposo (notoriamente cattivo conduttore di corrente, poiché gli adipociti contengono poca acqua al loro interno). La reattanza è dovuta alla presenza delle membrane cellulari. Quest’ ultime infatti comportandosi come dei piccoli condensatori rallentano il passaggio della corrente per via del processo di capacitazione delle membrane.

Software di analisi vettoriale,

Ma oltre a fornire resistenza e reattanza, grazie ad un software di analisi vettoriale, le misure elettriche rilevate vengono trasformate in dati clinici, sulla base di equazioni di regressione che tengono conto dei valori di riferimento della popolazione, delle misure antropometriche (peso e altezza) del soggetto, della sua età e del sesso, consentendo una valutazione dello stato nutrizionale, il grado di sovrappeso o obesità, lo stato di idratazione, il metabolismo basale ed il relativo dispendio energetico.

Questo è fondamentale per stilare un percorso nutrizionale personalizzato e mirato.

I dati estrapolati dal software sono i seguenti:

TBW (acqua totale): costituisce solitamente il 55-65% del peso totale, questo valore diminuisce con l’età per la perdita di massa muscolare ricca d’acqua;

ECW (acqua extracellulare): un aumento di questo parametro si associa ad edema e ritenzione idrica;

FFM (massa magra): comprende lo scheletro, il 73% dei fluidi corporei, muscoli, pelle e organi;

FM (massa grassa): Il 12% circa nella donna ed il 3% circa nell’uomo costituiscono il tessuto adiposo essenziale (nel midollo osseo, polmoni, milza, fegato, SNC, intestino), il resto non è altro che grasso di deposito. Queste percentuali corrispondono quindi ai valori minimi compatibili con un buon stato di salute;

BCM (massa cellulare corporea): è la parte metabolicamente attiva dell’organismo che espleta tutto il lavoro funzionale. E’ la porzione in cui avvengono i processi metabolici;

Cos’è  BCMI (Body Cell Mass Index):

BCMI (Body Cell Mass Index): è il rapporto tra la massa cellulare corporea e l’altezza al quadrato. Il BCMI è in grado di differenziare un BMI elevato per obesità da uno elevato per la presenza di una notevole massa muscolare;

Cos’è  PA (angolo di fase)

PA (angolo di fase): esprime il rapporto tra i volumi intra ed extracellulari. In un essere umano sano il valore varia da 6° a 8°. Un valore molto basso si associa a poca massa cellulare. Spesso indica rottura della membrana cellulare con espansione degli spazi extracellulari come in caso di edema. Valori alti al contrario, stanno a significare che il soggetto presenta disidratazione.

 

Rapporto Na+/K+: il sodio è il soluto extracellulare di riferimento e ad un aumento di questo elemento segue in genere un aumento dell’acqua extracellulare. Il potassio è invece il principale catione intracellulare, il mantenimento di un corretto equilibrio tra questi due soluti è di vitale importanza.

Indicazioni della bioimpedenziometria

Oggi grazie ad un’attiva e continua ricerca scientifica la bioimpedenziometria viene utilizzata in diverse aree della medicina quali cardiologia, rianimazione, terapia intensiva, nefrologia ed oncologia per controllare la variazione dei compartimenti corporei, lo stato d’ idratazione, per la prevenzione degli stadi catabolici e per l’individuazione delle gravi alterazioni idroelettrolitiche.

In particolare l’esecuzione dell’esame bioimpedenzometrico è utile nel paziente con linfedema che presenta un’alterazione dei fluidi intra ed extracellulare per monitorare l’evoluzione dell’edema e della composizione corporea, distinguendo massa magra da massa grassa. Il peso corporeo e l’indice di massa corporea (BMI, body mass index) consentono solo una stima indiretta e generica dell’adiposità totale.

Linfedema e bioimpedenzometria

Le terapie convenzionali per il paziente linfedematoso associate ad una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione permettono di convivere al meglio con la patologia.

Dottssa Grasso Maria Anna

 

Riferimenti bibliografici:

“Evolution of bioimpedance: a circuitous journey from estimation of physiological function to assessment of body composition and a return to clinical research” H C Lukaski Eur J Clinical Nutrition

“Body fluid volumes measurements by impedance: A review of bioimpedance spectroscopy (BIS) and bioimpedance analysis (BIA) methods” Michel Y. Jaffrin, Hélène Morel Medical Engineering & Physics

“Bioelectrical impedance analysis—part I: review of principles and methods” Ursula G. Kyle, Ingvar Bosaeus Antonio D. De Lorenzo, Annemie M.W.J. Schols, Claude Pichard Clinical Nutrition

 

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