Pressoterapia o meglio Terapia pneumatica intermittente.

Tra le varie terapie fisiche che si possono usare nella cura del Linfedema, esiste anche la Pressoterapia o meglio Terapia pneumatica intermittente.

Le argomentazioni che svilupperemo riguardano l’utilizzo di tale tecnica per la cura del linfedema, non parleremo del suo utilizzo per quanto concerne le patologie venose oppure le sue eventuali applicazioni non strettamente sanitarie.

Le camere d’aria nella pressoterapia

Le apparecchiature che si applicano alle gambe o alle braccia sono formate da camere d’aria che gonfiandosi tramite un compressore determinano un aumento della pressione idrostatica interstiziale nel segmento di arto dove sono state applicate, tale aumento pressorio causa lo spostamento di liquidi all’interno dei capillari linfatici favorendo il riassorbimento della linfa.

La linfa

La linfa, liquido formato da acqua, proteine, ecc.., si forma normalmente nel nostro organismo venendo di solito drenata dal sistema linfatico; quando il sistema linfatico non funziona bene la linfa si accumula determinando la comparsa del linfedema.

Meccanismo di azione della pressoterapia

La pressoterapia, in relazione al suo meccanismo di azione favorisce prevalentemente lo spostamento ed il riassorbimento di liquidi, e non di proteine tessutali tipiche del linfedema;

può essere quindi sbagliato definire la pressoterapia un Drenaggio linfatico meccanico, il vero Drenaggio linfatico è manuale che agendo direttamente sulla funzionalità dei vasi linfatici, favorisce anche il riassorbimento delle proteine interstiziali.

Monoterapia?

La pressoterapia nel linfedema non và mai usata in monoterapia, cioè da sola, ma va sempre inserita in un protocollo riabilitativo che non può prescindere dal Drenaggio linfatico manuale e dal bendaggio linfologico, dall’utilizzo del tutore elastico; in alcuni casi nei quali non si può applicare nessuna altra terapia, pazienti ipomobili magari con flebo-linfedema si può usare al domicilio ma sempre sotto stretto controllo medico.

Qualora utilizzata come unico presidio terapetico non solo non serve ma può anche essere dannosa, in modo particolare nei linfedemi secondari favorendo aumento dell’edema linfatico e lo sviluppo di fibrosi tessutale.

Ricordiamo sempre che la cura del linfedema non può essere affidata ad una solo figura professionale, ma necessità di un team affidabile e affiatato; nel team dovranno essere presenti medici, psicologi, fisioterapisti ed infermieri per applicare al meglio i protocolli diagnostici terapeutici più adeguati ad ogni paziente.

Pressoterapia professionale

Quando utilizziamo la pressoterapia dobbiamo utilizzare macchine di ultima generazione, cioè formata da sacche multiple indipendenti, in parte sovrapposte, che si gonfiano singolarmente con delle sequenze di gonfiaggio ben precise che determinano uno spostamento dei liquidi dalla periferia al centro, con la possibilità di regolare la pressione applicata, simulando un Drenaggio linfatico manuale.

Il corretto utilizzo della pressoterapia

Il corretto utilizzo della pressoterapia prevede un seduta preliminare di Drenaggio linfatico manuale, oppure almeno l’apertura delle stazioni linfonodali interessate altrimenti rischiamo di favorire reazioni flogistiche, fibrosi, in pratica l’aumento e l’indurimento del linfedema; dopo avremo l’applicazione dei gambali o dei bracciali, impostando delle pressioni di lavoro intorno ai 30-40 mmHg., pressioni più alte oltre i 90-100 mmHg. possono essere dannose per il sistema linfatico, arterioso e muscolare; la durata ottimale della seduta è di circa 60 minuti.

Dosaggio della pressoterapia

Il numero e la frequenza delle sedute va decisa sempre dal medico in relazione alle condizioni cliniche del paziente con linfedema ed in relazione alle altre terapie fisiche e farmacologiche consensuali.

L’indicazione a l’utilizzo della pressoterapia nel linfedema deve sempre essere posta dopo attenta valutazione medica che dovrà valutare l’utilità della terapia stessa, in alcuni casi infatti può non essere utile; ricordiamo sempre che la pressoterapia non essendo una terapia causale va utilizzata escludendo quei casi, ad esempio linfedemi secondari dopo linfoadenectomia con notevole componente flogistica, dove spostando solamente l’edema senza favorire il riassorbimento proteico e causando con compressioni ripetute un certo trauma sui tessuti, l’effetto può essere quello di peggiorare il linfedema.

Controindicazioni della pressoterapia

Esistono inoltre delle vere e proprie controindicazioni all’utilizzo della pressoterapia che vanno ben valutate; ipertensione arteriosa non compensata, insufficienze cardiache, respiratorie, renali, ma anche trombosi venose, arteriopatie periferiche, erisipela, linfangiti, patologie oncologiche, patologie cutanee, sono patologie spesso non compatibili con l’utilizzo della pressoterapia.

Conclusioni

Concludendo possiamo ribadire che l’utilizzo della pressoterapia per curare il linfedema può essere utile ma a patto che venga fatta prima una adeguata valutazione medica e che non venga usata al di fuori di un completo percorso terapeutico di terapia fisica decongestiva complessa come unica terapia.

Dott. Leone A. ( Specialista Angiologo)

 

Riferimenti bibliografici:

–          Linee guida ministeriali sul linfedema e patologie correlate, 2016.

–          Pressoterapia: Consensus Conference, Ospedali riuniti Ancona 2008.

–          Atti V° Congresso Nazionale ITALF, Napoli 2019.

 

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