OBESITA

 

L’obesità può essere definita come la malattia dei paesi industrializzati in cui si assiste ad un aumento eccessivo del tessuto adiposo, tale da influire negativamente sullo stato di salute. Negli ultimi 20 anni la sua prevalenza è marcatamente aumentata e l’incremento viene segnalato con dati allarmanti. Si stima che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori sono attribuibili all’obesità/sovrappeso. In totale, sovrappeso e obesità rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e i decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni/anno nel mondo. Nel 2008 si contavano oltre 1,4 miliardi di adulti in sovrappeso (il 35% della popolazione mondiale); di questi oltre 200 milioni di uomini e oltre 300 milioni di donne erano obesi (l’11% della popolazione mondiale).

Ma quando si può dire di essere in sovrappeso o obesi?

Per la misura di questa malattia viene utilizzato l’Indice di massa corporea (I.M.C.), detto anche Body mass Index (B.M.I.) che si ottiene dividendo il peso in Kg per il quadrato della statura in metri.

Il calcolo del BMI presenta numerose limitazioni, in quanto non ci dà abbastanza informazioni sulla composizione corporea ed in particolare non distingue la massa muscolare dall’accumulo di grasso. Con l’aiuto di un personale medico specializzato è possibile quantificare il grasso, il muscolo e di conseguenza attuare le giuste misure preventive.

Ma da cosa dipende l’obesità?

Sicuramente è una condizione multifattoriale, le cause quindi sono di tipo:

Genetico: la ricerca ci dimostra l’importanza dei geni in alcune anomalie fisiologiche e metaboliche (ridotta termogenesi, iperinsulinismo, aumentata attività lipoproteinlipasica) che portano ad obesità.
Psicologico: in condizioni di stress e forte emotività il cibo costituisce un rifugio sicuro e appagante.  Il cibo può compensare un’affettività carente o non gratificante, può placare un’aggressività non altrimenti esternata, può attenuare momentaneamente stati d’ansia o sintomi depressivi, può consolare da delusioni, fallimenti o eventi traumatici.
Sedentarietà: una vita poco attiva associata ad un eccessivo introito calorico.
Sesso: le donne hanno meno massa muscolare rispetto agli uomini inoltre, la menopausa rappresenta un momento di maggior rischio per lo sviluppo del sovrappeso/obesità in quanto si verificano modificazioni ormonali associati spesso a cambiamenti dello stile di vita.

Effetti dei Farmaci

Assunzione di farmaci come ad esempio gli antiepilettici, i glucocorticoidi, l’insulina, gli antidepressivi i triciclici, le sulfoniluree, alcuni antipsicotici possono avere come effetto secondario l’aumento di peso.
L’obesità è il risultato di una lunga e complessa storia personale con infinite motivazioni. La cultura alimentare attuale influenza peraltro l’atteggiamento nutritivo del singolo e delle famiglie, regolando l’assunzione di energia, le scelte alimentari, l’affezione nei confronti del cibo.

Simbolismo del cibo

è diventato un importante simbolo di ricchezza, ogni occasione famigliare diventa un momento di aggregazione e iperalimentazione. La facilità nel trovare sul mercato ogni tipo di alimento ed anche a costi contenuti inducono a mangiare più di quanto giustificato dai reali stimoli della fame.

Il primo approccio nei confronti della malattia è sicuramente la dietoterapia con riduzione, ma non drastica delle calorie introdotte e la modifica delle scelte dei cibi e della distribuzione dei pasti.

Dott.ssa Maria Anna Grasso

Biologa ,Nutrizionista

 

 

 

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