Quando si presenta il linfedema secondario ?

Il linfedema secondario si presenta  per lo piu’ come effetto del trattamento chirurgico del paziente oncologico ( linfoadenectomia)

Vari aspetti del paziente oncologico

il riabilitatore  si trova ad affrontare diversi aspetti : psicologici, anatomici, funzionali,  gestione del
dolore, relazionali e sociali. Spesso il reparto di provenienza (chirurgico, oncologico), per diversi motivi
non riesce ad informare pienamente il paziente sui possibili eventi evolutivi relativi a linfadenectomie loco-regionali o a radioterapia
complementare: parestesie, disestesie, anestesie di regioni anatomiche, edema, impotenza funzionale da riduzione della capacità funzionale articolare o della forza muscolare.

La riabilitazione oncologica

si fa carico di queste sequele, non trascurando le implicazioni psicologiche che intervengono in tali quadri clinici, specialmente quando la malattia deve essere ancora considerata possibilmente attiva quindi con tutte le ripercussioni sul piano umano, relazionale e sociale che coinvolgono il soggetto stesso e tutto il nucleo familiare .

Presenza di quadri psicologici alterati

Un importante studio presentato da una équipe di riabilitazione vascolare adeguatamente preparata per affrontare tali situazioni di disagio personale e sociale   ha evidenziato che  le problematiche routinarie quotidianamente riscontrate in questo ambito della patologia neoplastica hanno portato a questi dati:

su 342 pazienti con linfedema secondario (211 donne e 131 uomini di età compresa tra 27 e 81 anni) era presente un’altissima percentuale  di episodi di Depressione Maggiore (oltre il 45% nell’esperienza degli autori)

Sindrome della  Spada di Damocle

Sindrome che si collega al ricordo mantenuto vivido dall’edema, che costantemente si vede,e suscita nel soggetto che ne è affetto  un costante link con la  patologia primitiva che lo ha determinato (con tutte le incertezze che ciò comporta).

Importanza della cura del linfedema dal punto di vista fisico e psicologico

Importante quindi risulta il lavoro del team riabilitativo : sotto il profilo anatomico, oltre all’obiettivo della riduzione di volume e consistenza dell’edema della zona anatomica interessata, è funzione della riabilitazione ripristinare il trofismo ed il tono muscolare distrettuale, sul piano funzionale, oltre al miglioramento della elasticità cutanea e sottocutanea (soprattutto in corrispondenza delle ferite chirurgiche).

Il dolore nel postmastectomia

Nei linfedemi secondari non è infrequente, soprattutto nell’interessamento dell’arto superiore da postmastectomia, la presenza di sintomatologia dolorosa e parestesica (lesione del n. toracico lungo ecc.): particolare riguardo in questi casi e valutare il supporto di terapie fisiche antalgiche.

Lo psico-oncologo

Né va’ dimenticato il lavoro anche di assistenza al reinserimento relazionale familiare e sociale del soggetto con opportuno intervento complessivo da parte del TEAM riabilitativo.

Si auspica che lo psico-oncologo sia previsto in quanto supporto al paziente e ai  familiari lungo le diverse tappe della patologia .Obiettivo trovare rapidamente le copy strategy di adattamento a questi difficili percorsi.

Dott.ssa Lebois

 

 

 

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