L’alimentazione e il linfedema possono avere un  rapporto importante e complicato da un punto di vista di chimica e di sistemi interessati

Come è noto, in presenza di anomalie del sistema linfatico si ha una stasi di linfa negli spazi interstiziali con accumulo di particolari molecole quali proteine e cellule immunitarie (soprattutto macrofagi), associata ad infiammazione cronica con conseguente alterazione della matrice interstiziale.

Esiste una stretta correlazione tra obesità e linfedema in quanto l’accumulo di massa adiposa peggiora la circolazione linfatica rendendo spesso inefficaci i trattamenti, è opportuno quindi essere normopeso.

Cosa significa essere normopeso?

Significa avere un Body Mass Index tra 18 e 24,9.

Questo indice, chiamato indice di massa corporea, si ottiene dividendo il peso per l’altezza al quadrato. Il risultato non deve essere al di sotto di 18 e non superare i 24,9.

Oltre a questo indice, dobbiamo considerare anche la circonferenza vita che rappresenta un valido indice della distribuzione del tessuto adiposo in sede viscerale.

 I valori di riferimento sono sotto gli 80 cm per la donna e sotto i 94 cm per l’uomo.

Esiste una dieta per il linfedema?

Da diversi studi scientifici si evince come specifiche strategie nutrizionali possano interferire positivamente, nei confronti di condizioni patologiche come infiammazione, edema, e processi di invecchiamento cellulare tipiche del linfedema.

L’alimentazione per chi convive con il linfedema

– garantire stabilità glicemica ed insulinemica evitando quindi picchi glicemici ed insulinemici, è indispensabile quindi bilanciare durante i pasti i macronutrienti (proteine, lipidi e carboidrati) per un migliore controllo della risposta ormonale, che a sua volta si traduce in una riduzione significativa dello stato infiammatorio cellulare cronico. E’ indispensabile inoltre evitare carboidrati ad alto indice glicemico come dolci, bevande zuccherate, gelati e farine raffinate ed aumentare il consumo di fibre, in particolare quelle solubili, che contribuiscono positivamente alla regolazione della concentrazione ematica di glucosio 

Bilanciamento tra grassi omega-6 e omega-3

garantire un buon bilanciamento tra grassi omega-6 e omega-3. Il nostro organismo non è in grado di sintetizzare gli acidi grassi polinsaturi essenziali delle famiglie omega 6 e omega 3, che quindi devono essere introdotti con la dieta. L’equilibrio tra queste due famiglie è fondamentale per la salute; perché da esso dipende la sintesi di eicosanoidi che intervengono nei processi di infiammazione. Esiste poi, un altro tipo di lipidi non presenti in natura, ma prodotti dall’industria alimentare: gli acidi grassi trans o idrogenati. Questi hanno la caratteristica di avere maggiore stabilità e minore deperibilità ma alterano la fluidità delle membrane cellulari e la loro permeabilità, si consiglia quindi, di limitarne il consumo perché dannosi per la salute.

Alimenti da limitare 

– limitare il consumo di alimenti pro-infiammatori come ad esempio cibi ricchi di additivi alimentari o cibi trattati con pesticidi

– limitare il più possibile alimenti ricchi d’istamina molecola coinvolta nei processi infiammatori o alimenti che ne provocano il rilascio (agrumi, pesce in scatola, alcolici…)

– aumentare il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti come frutta, verdura, spezie ed erbe aromatiche che contrastano i processi di invecchiamento cellulare

– ridurre il quantitativo di sodio, più comunemente conosciuto come sale da cucina, perché peggiora il quadro edematoso

–  rispettare la giusta quota proteica giornaliera; la carenza di proteine, infatti, può peggiorare il ristagno dei fluidi, peggiorando il linfedema e rispettare il giusto apporto di acqua.

Conclusioni

E’ fondamentale quindi affrontare il linfedema anche dal punto di vista alimentare per gestire al meglio l’evoluzione della patologia.

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